Il Senso della Vita

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Il Senso della Vita

Messaggio  Sebastiano il Lun Feb 08, 2010 3:20 am

L'intervista fattami da Ivo Nardi sul "senso della vita".



1) Normalmente le grandi domande sull’esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo, che cos’è per te la felicità?

La felicità è quella condizione in cui percepiamo un momentaneo appagamento dei nostri desideri. Chi si sente felice non vuol’essere altrove, non vuole avere altro, non vuole essere diverso: ciò che è ed ha in quel momento gli basta per sentirsi completo. Di conseguenza la mancanza di felicità ingenera il desiderio: l’infelice è convinto di non essere al posto giusto, di non avere abbastanza o di non essere abbastanza. Il desiderio dà quindi origine ad una forma di immaginazione che allontana sempre di più il soggetto dall’oggetto del suo desiderio, tanto che fra i due si instaura un inseguimento che ha tutta la natura del celebre paradosso di Zenone, in cui il “piè veloce” Achille tenta invano di raggiungere la tartaruga…
In realtà le domande sull’esistenza non nascono nel momento in cui viene a mancare la felicità, ma nei momenti in cui ci si rende conto che si ignora o che si è persa di vista la vera natura di ciò che potrebbe renderci veramente felici. In tal caso, il dolore, la malattia o la morte, non fanno che “spezzare”, con quella forza e determinazione di cui noi siamo spesso incapaci, lo scorrere di un’illusione. Ovvero ci inducono a riconsiderare i nostri obiettivi, la nostra condizione, le priorità della vita.

2) Cos’è per te l’amore?

L’amore è un sentimento, mentre le parole sono frutto del pensiero. Perciò spiegare l’amore con le parole, un sentimento con il pensiero, è voler forzare un accoppiamento fra specie diverse: non potrebbe che nascerne un ibrido sterile. Fatta questa indispensabile premessa, dirò che l’amore è uno dei due fili (insieme alla conoscenza) con cui la Mente divina ha tessuto il nostro universo. Tutto si basa sull’amore, e da esso trae il proprio nutrimento.

3) Come spieghi l’esistenza della sofferenza in ogni sua forma?

Soffriamo ogni qualvolta dentro di noi si infrange un’illusione, e per questo acquisiamo consapevolezza. Se ci scottiamo, impariamo qualcosa su noi stessi e sulla natura della fiamma, che prima ignoravamo. La nostra fragilità dovrebbe indurci a riflettere sul nostro valore.
(leggi il resto dell'intervista su Arrow Arrow Arrow http://riflessioni.it/senso-della-vita/sebastiano-brocchi.htm)

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Re: Il Senso della Vita

Messaggio  Sebastiano il Gio Feb 11, 2010 7:07 pm

Il nostro amico MassY mi ha chiesto di approfondire la frase: "Soffriamo ogni qualvolta dentro di noi si infrange un’illusione".

Dunque, ogni illusione corrisponde all'ignoranza di qualcosa, che spesso determina il nostro comportamento. Alcuni esempi:
l'illusione dell'infallibilità o della superiorità determina la superbia, l'illusione dell'invulnerabilità determina l'imprudenza, ecc.
La rottura di un illusione è quasi sempre determinata o seguita dalla sofferenza in diverse forme.
Nell'intervista facevo l'esempio banale del dito che si scotta sulla fiamma, e che quindi permette a chi ne fa esperienza di
conoscere meglio sè stesso (in questo caso il proprio corpo, la sua natura, le sue reazioni) e il fuoco (la sua natura e i suoi effetti).
Ma è chiaro che lo stesso avviene ad altri livelli, psicologici ad esempio.
Se amiamo qualcuno convinti di essere ricambiati, scoprire che non è così ci fa soffrire. La "regola" (ma come sapete non amo
parlare di leggi) vale per ogni cosa. La sofferenza è parte della reazione naturale di una coscienza che si eleva alla consapevolezza.
Come il corpo farebbe fatica, fisicamente, a scalare una montagna, lo stesso vale per la coscienza: la sofferenza è la "fatica" dello
spirito.

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Re: Il Senso della Vita

Messaggio  massY il Gio Feb 11, 2010 7:41 pm

Grazie Sebastiano.

Posso capire, ma come nel caso della perdita della persona che ami, è dura viverla questa sensazione!

Come impostare la propria vita? Come superare al meglio la situazione?

e poi tu dici "La nostra fragilità dovrebbe indurci a riflettere sul nostro valore"....

Se siamo troppo fragili vuol dire che siamo all'inizio del cammino? o che siamo più predisposti ad imparare?

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Re: Il Senso della Vita

Messaggio  Sebastiano il Gio Feb 11, 2010 10:36 pm

Caro MassY, non metto in dubbio che la sofferenza (non solo quella legata alla perdita di una persona cara, ma ogni forma di sofferenza) sia difficile da vivere e, spesso, da superare. Ma se ci pensi, la sofferenza derivata dalla perdita di qualcuno che amiamo, essendo di fatto una sofferenza legata al distacco da un "generatore di felicità", si ricollega al discorso sulla felicità (vedi domanda e risposta 1 nell'intervista). Se la felicità non è autogenerata, ma associata ad entità momentanee, è naturale che al venire meno di tali entità cessi lo stato di "felicità".

Il discorso della fragilità che dovrebbe farci riflettere sul nostro valore, invece, significa che siamo fragili come quasi tutte le cose di grande valore. Significa che siamo degli esseri che meritano ogni attenzione, premura e delicatezza. Se uno spirito immortale sceglie un supporto mortale per esistere nel mondo, dobbiamo ricordarci dell'importanza e del valore di questo "supporto mortale". Se il nostro corpo fisico fosse invulnerabile, potremmo fare con esso qualsiasi cosa, senza preoccuparci di danneggiarlo. Ma in questo modo non avremmo nessun motivo di considerare il suo valore e trattarlo con il devoto rispetto che merita.

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Re: Il Senso della Vita

Messaggio  massY il Ven Feb 12, 2010 1:21 pm

..(grazie per ogni risposta che mi darai in futuro! Smile

...Capisco, quindi dobbiamo cercare di "orientare" i nostri sentimenti dall'interno all'esterno, di cercare una felicità "autogenerata", non dipendente da fattori esterni.

Questo non dovrebbe negare la normale vita di tutti i giorni, ovvero penso di capire che si può amare cmq una persona, un partner... ma in modo che questo amore sia una felicità spontanea, che nasce dentro di noi, di amare qualcuno... può essere?
Un atteggiamente attivo dall'interno di noi verso gli elementi esterni di noi?
Però se fosse così.. che impegno.. da dove iniziare?

Ma quanto di questa vita è da vivere e quanto è "da campo scuola?" .... Se ogni episodio della vita ci deve insegnare qualcosa... vorrà dire che questa vita è più come un libro di testo, un campo giochi con percorsi obbligati, più che un "videogame", dove possiamo fare quello che vogliamo per vivere meglio.. una specie di "sims" (per chi conosce i videogame).

scusa per la confusione dei pensieri.
grazie

massY

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Re: Il Senso della Vita

Messaggio  Sebastiano il Ven Feb 12, 2010 10:27 pm

Il fatto che la vita possa essere per ognuno di noi un percorso di crescita, non significa che sia qualcosa di drammatico e serioso.
La vita è in primo luogo un gioco. Ma dimmi, esiste un gioco che non insegni qualcosa?

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Re: Il Senso della Vita

Messaggio  massY il Mar Feb 16, 2010 11:35 am

Guarda, vorrei vivere anche solo questi discorsi con la tua stessa "serenità".

La vita è davvero un gioco?

massY

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Re: Il Senso della Vita

Messaggio  massY il Mar Feb 16, 2010 12:15 pm

..Forse è così, è un pò come essere bambini alle elementari... non si può passare tutto il tempo a giocare.. ma nemmeno imparare escludendo il gioco e il sorriso..

Però è duro attuarlo, non tanto il pensare che sia così, ma il "vestirselo" addosso.

Vorrei però unire il tutto a quello che a volte hai detto o scritto, ovvero vorrei unire questo "gioco" al fatto che comunque tutto è giusto e perfetto..

Non è proprio un gioco "libero". E' qui che mi perdo, non so quanto è un percorso obbligato e quanto è da vivere e basta.

Vorrei veramente arrivare a vedere le cose dall'alto e capirne di più.... Da dove partire?

massY

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Re: Il Senso della Vita

Messaggio  Sebastiano il Lun Feb 22, 2010 4:38 pm

Pochi giochi sono del tutto "liberi". Quasi tutti hanno le loro regole, ma non si tratta di costrizioni, bensì di regole pensate per
far sì che il gioco stesso possa esistere e funzionare.


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Re: Il Senso della Vita

Messaggio  Fabiana il Mar Feb 23, 2010 4:15 pm

Pochi giochi sono del tutto "liberi". Quasi tutti hanno le loro regole, ma non si tratta di costrizioni, bensì di regole pensate per
far sì che il gioco stesso possa esistere e funzionare.
E il gioco della vita ? Quali sono le regole ? Quelle vere non quelle imposte da secoli di, opinioni del momento ...
Come si recupera un sapere sepolto ... come si ricomincia a giocare ?

Fabiana

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