Voi... filosofi

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Messaggio  Sebastiano il Dom Nov 09, 2008 2:46 am

Spazio aperto per i vostri pensieri e le vostre riflessioni filosofiche...
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Re: Voi... filosofi

Messaggio  aisha il Ven Apr 24, 2009 4:51 pm

Non so se considerarla un'intuizione filosofica, ma non ho trovato una sezione migliore dove inserire questo pensiero....è molto semplice....

NELLA VITA NON CADE MAI SOLO CHI NON SI MUOVE

Ovviamente parlo di movimenti interiori...in particolare...
Quindi ne ho concluso, or ora...che quando si cade (ossia si è in difficoltà, si sente di stare male) bisogna avere il coraggio di dirsi...ok, nella mia vita qualcosa si sta muovendo, va bene così! cheers

aisha

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Re: Voi... filosofi

Messaggio  Diogene il Sab Apr 25, 2009 1:03 am

ben detto! Wink sono d'accordo.
Bisognerebbe ricordarlo anche ai "consiglieri", ovvero quelle persone che passano la vita a dare "saggi consigli" agli altri,
per poi dire "te l'avevo detto" lol!
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Diogene

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Crescita interiore ed umiltà

Messaggio  aisha il Dom Ott 31, 2010 4:57 pm

Vi è forse umiltà nel dire a se stessi: “Io sono più umile della tal persona?”.
Non vi è forse arroganza e senso di superiorità in una tale affermazione? E non sono forse questi sentimenti, antitetici all’essenza dell’umiltà?
Quando dunque, correttamente, perseguiamo e coltiviamo in noi il sentimento e l’atteggiamento dell’umiltà, dobbiamo stare ben attenti ai trabocchetti dell’ego.
Come posso io essere una persona umile, se mi ritengo migliore, quando non superiore, ad un mio fratello?
Bisogna dunque essere molto accorti e vagliare con autentico giudizio critico le disposizioni del proprio animo.
Cos’è dunque l’umiltà?
A mio avviso essa è sorella dell’assenza di giudizio, poiché ogni volta che giudico assegno sempre a qualcosa e a qualcuno un valore: buono o cattivo, migliore o peggiore. Così facendo abituo la mia facoltà del pensiero a creare gerarchie di valore, finendo di volta in volta per assegnare anche a me stesso un posto in queste gerarchie.
A volte mi sentirò peggiore, altre migliore e così facendo sarò ben lontano dall’attribuire pari valore e dignità ad ogni essere umano.
L’umiltà richiede un costante lavoro su se stessi. Bisogna estirpare dal proprio cuore ogni sentimento di arroganza, superiorità, vanità, così come sentimenti di inferiorità e inadeguatezza.
Ma come arrivare a non giudicare l’altro fin tanto che noi siamo i nostri giudici più severi? Il primo passo è dunque nell’accogliere noi stessi con amore, compassione e senza giudizio. Nel momento in cui sapremo dare valore ai nostri sforzi a prescindere dai loro risultati immediati, in cui non ci giudicheremo per i nostri errori, in cui non ci sentiremo inadeguati per il solo fatto di avere dei limiti, allora saremo anche in grado di rivolgere lo stesso sguardo amorevole agli altri.
Si tratta dunque di imparare a stare con ciò che siamo, che proviamo e abbiamo.
Per questa via si coltiva anche l’umiltà, poiché nel difficile cammino verso l’accoglienza di se stessi, prendiamo coscienza di quanto possa essere arduo questo percorso e di come a ciascuno costi fatica e sacrificio.
Comprendere l’animo umano significa anche percepire come le persone siano diverse, per individualità e biografia.
Alcuni avranno un indole più introspettiva e avranno, per carattere o educazione, coltivato maggior coraggio di fronte alle difficoltà; altri non saranno abituati ad ascoltare altro che il mondo esterno e non saranno abituati a sopportare fatiche e dolori, ma avranno una bassa soglia di tolleranza. In mezzo vi è tutta una casistica di combinazioni di questi aspetti.
I primi non avranno timore a guardare nel proprio animo, ma ne saranno quasi incuriositi. Intraprenderanno più facilmente un lavoro di crescita e non si scoraggeranno di fronte ai propri lati oscuri.
I secondi, più facilmente, avranno sempre timore di intraprendere un viaggio dentro sé, spaventati dall’idea di non avere le forze per sostenere tale via.
I primi non sono migliori dei secondi, sono semplicemente più predisposti, se questo è il termine giusto. I primi semmai, avranno la responsabilità di accompagnare i secondi fin dove l’indole e le forze di questi ultimi lo consentono.
L’umiltà ha a che fare con tutto questo, poiché nella vera Comprensione della natura umana, io mi riconosco diverso, unico, ma allo stesso tempo pari ad ogni altro uomo.

aisha

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